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La pianta del Pistacchio
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ortoflor senigallia Il pistacchio ortoflor senigallia Il pistacchio

TERRENO
Va bene qualsiasi tipo di terreno , purchè arieggiato e non eccessivamente umido . In linea con queste caratteristiche utilizzare 50% torba professionale - 40% terra di campo - 10% argilla espansa o altro materiale drenante .

CONCIMAZIONE
sarà sufficiente incorporare al terreno nei mesi di marzo - aprile , un buon concime a lenta cessione , o di natura organica tipo letame

ESPOSIZIONE
le piante vanno esposte in pieno sole . Trattandosi di piante molto sensibili alle basse temperature , è indispensabile ricoverarle in luoghi ben riparati ( serra , veranda coperta , o altro ) dai rigori dell’inverno .

MALATTIE
trattasi di pianta particolarmente rustica . Comunque , preventivamente , distribuire ogni 30 giorni circa un insetticida e un fungicida per piante da frutto

ACQUA
Durante tutto il periodo primaverile-estivo bagnare regolarmente , mai in eccesso . Assolutamente “ vietato “ l’uso del portavaso

Generalità della pianta del Pistacchio

Il pistacchio è originario del Medio Oriente, quasi certamente della Persia. Il suo nome dovrebbe infatti derivare dal persiano pesteh o fisteh o fistij, parola che sarà poi ricalcata tanto dal greco (pistàkion) quanto dall’arabo (fristach o frastuch), evolvendo così nel termine con cui questo ricercatissimo frutto (o per meglio dire seme) è oggi conosciuto pressoché in tutte le lingue. Fin dall’antichità era noto come una prelibatezza e apprezzato per le sue presunte proprietà afrodisiache e virtù medicinali. Il genere Pistacia comprende altre due piante di grande interesse per i nostri climi: il lentisco (Pistacia lentiscus), uno degli arbusti più diffusi della macchia mediterranea, e il terebinto (Pistacia terebinthus) che svolge una funzione essenziale come portainnesto del pistacchio vero. La pianta, con fusto corto e nodoso, chioma alta e folta, molto longeva (fino a 300 anni) e dallo sviluppo iniziale piuttosto lento (produce i primi frutti dopo almeno 10 anni di vita), si adatta facilmente ai climi caldi e soleggiati, anche siccitosi. il frutto è un mallo gommoso al cui interno sono custoditi i preziosi semi dal caratteristico colore verde intenso, ciascuno dei quali avvolto in una pellicola violacea. Sgusciati, tostati e a volte salati, i pistacchi si prestano al consumo diretto, non diversamente da mandorle, noci, nocciole e altra frutta secca. Ma il loro impiego principale è quello aromatizzante: in pasticceria, in salumeria e in cucina (minestre, pesto, selvaggina, salse, creme, ecc.). Secondo una leggenda, il pistacchio sta ad indicare una donna disperatamente a caccia di marito. A prima vista questo traslato potrebbe essere giustificato semplicemente dall’antica tradizione che attribuisce al pistacchio, come a tanti altri aromi, virtù afrodisiache. Ma è assai probabile che il motivo sottostante sia più complesso, più solido dal punto di vista scientifico, o almeno botanico, e più riferito al desiderio di maternità che non a quello di accoppiamento. Si dà infatti il caso che il pistacchio sia una specie dioica: non sono cioè presenti sulla stessa pianta fiori maschili e fiori femminili, ma soltanto fiori di un unico sesso. Ogni albero è perciò assimilabile, almeno metaforicamente, a un individuo sessuato: maschio o femmina.

Andrea

 

La pianta del pistacchio

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