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ESPOSIZIONE Sono piante rustiche che sopportano anche qualche grado sotto lo zero. Temono, però, le gelate primaverili e le posizioni esposte a venti freddi. Luce: posizione ombreggiata o semiombreggiata, comunque riparata dal troppo sole estivo . Alcune specie tollerano anche i raggi diretti del sole , ma è sempre bene ripararli un po’ Accorgimenti: eliminare i fiori appassiti senza rovinare i nuovi germogli che si formano sotto gli apici fiorali. |
ACQUA Per il rododendro in vaso le annaffiature devono essere abbondanti. Durante la fioritura bagnare regolarmente e mantenere la terra sempre umida anche in profondità, immergere il vaso in acqua fino a coprire la terra e lasciarcela per qualche minuto sé necessario .I rododendri in piena terra vanno bagnati da marzo ad ottobre con regolarità , evitando di inzuppare il terreno; durante i mesi invernali annaffiare solo in caso di prolungati periodi di siccità |
MALATTIE I rododendri possono venire attaccate da ragnetto rosso, cocciniglie, ozziorinco, ecc. Quindi ogni 25-30 giorni irrorare su tutta la vegetazione un buon insetticida sistemico a largo spettro tipo confidor “ , unito ad un fungicida . |
TERRENO Per quanto riguarda il terreno, trattandosi di piante acidofile, il rododendro a bisogno di terriccio acido a ph 4,5 , quindi facilmente gestibile sé piantata in vaso con l’utilizzo di torbe acide professionale . Sé piantato in piena terra , ogni tanto occorrerà incorporare al terreno di base un po’ di torba acida , e altri materiali chè acidificano il suolo , tipo corteccia di pino , aghi di pino , ecc. |
CONCIMAZIONE Sarà sufficiente incorporare al terreno nei mesi di marzo e aprile, e una seconda volta nei mesi di settembre e ottobre; un buon concime a lenta cessione piu ferro chelato. |
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Generalità del Rododendro I rododendri ,o “Alberi delle rose” (in greco
“rodon”, rosa e “dendron”, albero) o “rose delle
Alpi” (Alpenrose) per gli Anglosassoni ed i
Tedeschi , sono piante molto antiche, potendone
reperire i resti fossili risalenti a 50 milioni
di anni fa, sia in Europa sia in Nord America .
Le 800 specie che costituiscono il genere Rhododendron,
appartenente alla famiglia delle
Ericaceae, sono tutte originarie dell’emisfero
nord della Terra . Nelle regioni himalayane
(Tibet, Nepal, Cina) si trova la maggior concentrazione
di specie, circa 300. Numerose
altre specie sono originarie del Giappone dell’Europa,
del Canada e degli Stati Uniti . Le caratteristiche
ecologiche e climatiche dei luoghi
di origine dei rododendri prevedono piovosità
abbondante e ben distribuita nelle stagioni, clima
complessivamente freddo ed umido, suoli
freschi ed acidi . Anche nelle zone temperate
comunque i rododendri riescono ad esprimere
al meglio le loro potenzialità . La prima citazione
del rododendro si deve al naturalista latino
Plinio (Naturalis Historia, Libro XVI), che
tuttavia confonde queste piante con l’oleandro
(Nerium oleander) . Nel corso del ‘500
molti naturalisti tentarono di descrivere queste
piante, chiamandole però con altri nomi, quali
Cistus o Chamaecistus . Fu Andrea Cisalpino,
nel 1583, a creare il genere Rhododendron nel
suo “De plantis”, confermato poi da Linneo
nel 1753 . Quest’ultimo tuttavia creò anche il
genere “Azalea”, nel quale riunì 6 specie e che
rimase distinto fino al 1891 . In questa data i
botanici stabilirono che non sussistevano differenze
tali da giustificare l’esistenza di due generi
distinti. Tutte le specie vennero riunite nel genere
Rhododendron, mentre la distinzione fra
azalee e rododendri rimane ancora oggi solo a
livello commerciale e nel linguaggio comune..
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