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Lo Zafferano
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TERRENO
Lo zafferano ama terreni permeabili, sciolti , drenanti ; in presenza di terreni argillosi è consigliabile incorporare al terreno torba professionale ed altre sostanze inerti tipo lapillo , pomice , agriperlite , argilla espansa , ecc. lo zafferano si può coltivare tranquillamente in vaso , ottenendo ottimi risultati.

CONCIMAZIONE
Questa pianta non ha un grosso consumo di sostanze nutritive; quindi sarà sufficiente incorporare al terreno nel mese di gennaio un buon concime a lenta cessione, o sostanza organica tipo letame, cornunghia, ecc.

ESPOSIZIONE
Anche se può crescere tranquillamente alla mezz’ombra per ottenere i migliori risultati, lo zafferano va posizionato in pieno sole.

MALATTIE
Generalmente lo zafferano è abbastanza resistente ad attacchi da parte di funghi e parassiti , può però venire attaccato da funghi , ed è particolarmente gradito ai topi .

TEMPERATURA
Nelle nostre località lo zafferano non ha assolutamente problemi di temperatura di nessun genere .


ACQUA
Per evitare che il bulbo o il tubero sia soggetto a marciumi, ricordiamo di evitare annaffiature< eccessivamente abbondanti, che mantengano il terreno bagnato per ungo tempo. Consigliamo di annaffiare queste piante solo saltuariamente, ma ricordiamo di bagnare a fondo il terreno utilizzando 1-2 bicchieri d’acqua , ogni 1-2 settimane , nei periodi più caldi .

LO ZAFFERANO

Lo zafferano, (Crocus sativus), conosciuto fin dai tempi più remoti: Omero, Virgilio, Plinio e Ovidio. lo citano nelle loro opere vantandone le virtù nell’arte culinaria e come colorante, per tingere stoffe. Presso gli antichi popoli asiatici costituiva un ingrediente comune nella cottura di svariate vivande. Veniva usato anche per preparare misture da bruciare durante le cerimonie religiose. Questa piantina, della famiglia delle iridacee, è originaria dell’Oriente. Il nome deriva dall’arabo za’-farán’ e dal persiano ‘zaa-fran’. Non si conosce la data precisa in cui lo zafferano dalla Spagna venne introdotto in Italia, ma sappiamo con certezza chi importò i bulbi (o più correttamente cormi, trattandosi di bulbo-tuberi) nel nostro paese: il padre domenicano Santucci, abruzzese di Navelli, grande appassionato di agricoltura che era membro del tribunale dell’Inquisizione. In Italia altre zone coltivate a zafferano si trovano in Calabria, nella Puglia, in Sicilia (un paese alle falde dell’Etna si chiama Zafferana). La raccolta inizia quando i fiori incominciano a spuntare, verso la metà o fine di ottobre, e si protrae per venti, trenta giorni. I fiori vanno raccolti di buon mattino (infatti con il sole si schiuderebbero rendendo facile, con la manipolazione, il deterioramento degli stimmi) e si ripongono in ceste. Poi, abili, velocissime dita staccano gli stimmi che, posti su setacci, vengono essiccati al calore della brace, per conservarli accentuandone l’aroma. Proprietà: Innumerevoli sono le proprietà benefiche dello zafferano. Tralasciando l’uso terapeutico, per il quale mancano ancora studi scientifici appropriati, si può dire che, alle normali dosi utilizzate in cucina, lo zafferano svolge azione benefica su tutto l’organismo. In particolare aiuta la digestione, si rivela un potente antiossidante e si dice sia un buon afrodisiaco. La medicina ayurvedica lo considera una sostanza a metà strada tra alimento e farmaco; anche la cromoterapia usa lo zafferano nelle situazioni di stress psicofisico: il colore giallo dello zafferano è da sempre sinonimo di benessere e buonumore.
Andrea

 

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