Mario Monicelli nasce a Viareggio
il 16 maggio 1915. Suo padre Tomaso,
fondatore della prima rivista di cinema
“Lux et Umbra”, fu celebre giornalista
e critico teatrale, all’interno della sua famiglia, conobbe e frequentò grandi personalità della letteratura e dello spettacolo,
in questo ambiente fortemente intellettuale Monicelli crebbe, apprese, venne stimolato e mosse i suoi primi passi verso il
mondo dello spettacolo. Dopo un periodo romano in cui frequentò le scuole elementari, Monicelli e famiglia si trasferirono
nuovamente a Viareggio, poi a Milano dove il giovane Monicelli iniziò la sua carriera universitaria che concluse poco
prima della guerra, laureandosi in Storia e filosofia a Pisa.
L’esordio cinematografico come regista avvenne nel 1934. In
quell’anno Mario Monicelli girò insieme al cugino e amico Alberto
Mondadori, (la sorella di Tomaso Monicelli era la moglie di Arnoldo
Mondadori), il cortometraggio Cuore rivelatore, cui fece seguito
il mediometraggio muto, I ragazzi della via Paal che, nella sezione
“passo ridotto” della Mostra del Cinema di Venezia, vinse il primo
premio grazie al quale, Monicelli ebbe la possibilità di lavorare in
un vero film; iniziò così la sua carriera sul set come ciakista con il
regista Gustav Machaty. Sotto lo pseudonimo di Michele Badiek
diresse nel 1937 il suo primo lungometraggio, Pioggia d’estate.
Il grande interesse per il cinema portò Monicelli a ricoprire altri
ruoli minori su vari set, finché il montatore Giacomo Gentilomo,
alla direzione del suo primo film, La granduchessa si diverte, lo
chiamò come aiuto regista. Nel 1940 entrò nella cavalleria dell’esercito
e vi rimase fino al 1943. Scampato ad un’improbabile carriera
militare, grazie all’amico Riccardo Freda, conobbe Stefano Vanzina
con il quale scrisse il film di successo Aquila Nera, per la regia di
Freda. Successivamente sceneggiò con Steno il film Come persi la
guerra, da questo momento i due formarono una coppia amata da
produttori e pubblico.
Insieme a Steno nel 1949 sceneggiò e diresse Totò cerca casa,
che fu secondo incasso della stagione italiana di quell’anno, a questo
straordinario film seguirono, E’ arrivato il cavaliere (1950), Vita
da cani dello stesso anno, Totò e i re di Roma (1951) in cui venne
inserito Alberto Sordi il cui successo era nato dalla radio più che dal
cinema, e fu grazie a questo film che tra Sordi e Monicelli nacque
un rapporto di
grande collaborazione
nonché
di amicizia
e stima.
Nel 1951,
ancora con Steno,
fu la volta
di Guardie e ladri
fotografato
da Mario Bava vinse il premio per la miglior sceneggiatura a Cannes, il
Nastro d’Argento e la Palma d’Oro a Totò. Nel 1953 girò da solo Totò
e Carolina: questo film uscì nelle sale, dopo essere stato bloccato dalla
censura, in seguito a 21 tagli e alla modifica di 23 battute, solamente
nel 1955, dopo Proibito. Con Totò e le donne (1952) e Le infedeli
(1953), la lunga e proficua collaborazione tra Steno e Monicelli finì.
Nel 1955 lavorò con Sordi nel film Un eroe dei nostri tempi e nel 1957 vinse l’Orso d’argento per il film Padri e figli
con Aldo Fabrizi ed una giovanissima Gina Lollobrigida. L’anno dopo, nel 1956, con I soliti ignoti, Monicelli tentò nuovamente
di far concorrere la pellicola all’interno della mostra, ma questa volta, il colpo non riuscì.
Con Scarpelli, Agenore Incrocci e Luciano Vincenzoni, Monicelli
scrisse nel 1959 La Grande guerra che alla Mostra del cinema di Venezia,
nonostante una tiepida accoglienza da parte dei critici, venne osannato a
tal punto dal pubblico che vinse il Leone d’oro ‘ex-aequo’ con Il Generale
della Rovere di Rossellini.
Risate di gioia con Anna Magnani e Totò venne girato nel 1960,. Nel
1963 Monicelli girò I compagni con Bernard Blier, Marcello Mastroianni,
Renato Salvatori, Annie Girardot e per la prima volta sullo schermo apparì
Raffaella Carrà. Nel 1966 fu la volta dello straordinario L’armata Brancaleone:
il produttore, Mario Cecchi Gori, non avendo nessuna speranza che
la pellicola avesse successo, costrinse Monicelli a partecipare
economicamente al
film che fu un trionfo.
La ragazza con la
pistola nel 1968 consacrò
la bellissima e
comicissima Monica
Vitti. Nel 1969 girò
Brancaleone alle crociate,
altro applauditissimo
film e nel
1974 diresse Ugo Tognazzi
e l’esordiente
Ornella Muti nel dissacrante Romanzo popolare.
Nato da un soggetto di Pietro Germi nel 1975 con Ugo Tognazzi,
Philip Noiret, Adolfo Celi e Gastone Moschin fu la volta
di Amici Miei, nel 1977 fu di nuovo con Alberto Sordi sul set del
drammatico Un borghese piccolo piccolo. Nel 1980 fu la volta
di Temporale Rosy.

Camera d’albergo del 1981, preludio di quel genere televisivo oggi chiamato “reality”, fu un fiasco, seguirono Il marchese del grillo (1981) premio alla regia al Festival di Berlino, Amici miei atto II (1982), Bertoldo, Bertoldino e Cacasenno (1984), Le due vite di Mattia Pascal (1985), Speriamo che sia femmina del 1986 vincitore di due David di Donatello, al film e alla regia e di un Nastro d’Argento, I picari (1988), il film TV La moglie ingenua e il marito malato (1989), 12registi per 12 città (1989) in cui Monicelli firma la regia dell’episodio su la città di Verona, Il male oscuro (1990) tratto dall’omonimo libro di Giuseppe Berto, Rossini! Rossini! (1991) anno in cui vinse il Leone alla carriera, Parenti serpenti (1992) dell’esordiente sceneggiatore Carmine Amoroso, Cari fottutissimi amici (1994), Facciamo paradiso (1995), Panni Sporchi (1999), Come quando fuori piove (TV 2000), e opere con un’impronta assolutamente politica e attuale come l’episodio di Un altro mondo è possibile (2001), Lettere dalla Palestina (2002), e nel 2003 Firenze il nostro domani. Mario Monicelli, che ha festeggiato il suo 91° compleanno il 15 maggio 2006 in Tunisia, sul set di Le rose del deserto, ha al suo attivo più di 60 film come regista ed altrettanti come sceneggiatore, oggi come all’inizio della sua carriera, è uno dei registi più rappresentativi della commedia all’italiana, della storia del nostro cinema e del nostro paese visto attraverso occhi cinici, ironici, mai compiacenti, sempre liberi da retorica e pregiudizi. tratto da www.mriomonicelli.it