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Acqualagna e la Gola del Furlo
Petra pertusa
Cittadina di 4.000 abitanti situata nei pressi della
magnifica Gola del Furlo, è caratterizzata da una tradizione plurisecolare di ricerca, produzione e commercializzazione del tartufo. Chi visita Acqualagna per gustare la dolcezza e il sapore del tartufo, ha la fortuna di sentirsi circondato da uno scenario stupendo costituito dalla Riserva del Furlo, dal territorio della Comunità Montana del Catria e Nerone.Acqualagna e la Gola del Furlo La bellezza dell’ambiente circostante e l’aroma del tartufo, fanno di Acqualagna un luogo davvero speciale. Il Furlo rappresenta uno straordinario scenario da gustare percorrendo a piedi i sentieri che lo costeggiano per poter meglio ammirare gli imponenti strapiombi, le due gallerie romane dove passava l’antica Via Flaminia, proprio in quel punto comprende una galleria lunga 38,3 mt che gli antichi chiamaromo ‘petra pertusa’ o ‘forulus’ da cui il nome di galleria del Furlo. Questa fu fatta scavare nel suo punto più stretto da Vespasiano nel 77 d.C per consentire l’attraversamento degli Appennini dal versante tirrenico a quello adriatico. Vicino a questa, un’altra lunga solo 8 mt, forse scavata dagli Umbri o dagli Etruschi, La Gola è formata da un enorme parete di calcare spaccata in due, per erosione da parte delle acque, tra il Monte Paganuccio (977 m) e il Monte Pietralata (888 m). La Riserva Naturale Statale della Gola del Furlo, si estende su 3.600 ettari di boschi (per il 90% aree demaniali), pascoli e cime incontaminate. Si tratta di un autentico paradiso, dove la suggestione del paesaggio si unisce a una prodigiosa ricchezza naturalistica che vanta esemplari di flora e fauna davvero singolari. Basti pensare all’aquila reale, al falco pellegrino, al gufo reale, al picchio muraiolo, alla rondine montana, al rondone maggiore e al gracchio corallino. E poi al Furlo vivono lupi, caprioli, daini, cinghiali.petra pertusa La vegetazione che ricopre le cime del massiccio è costituita in prevalenza da querceti con roverella, carpino nero, orniello, acero, sorbo. Assai variegato anche l’habitat fluviale e ripariale, così come ricchissima è la vita che pullula nelle foreste, nei pascoli e nei cespuglieti. Sono salvaguardate e valorizzate, in modo particolare la coltivazione e la raccolta di tartufi (al Furlo c’è una delle più antiche tartufaie d’Italia) e di essenze edule (funghi e frutti del bosco). L’Abbazia di San Vincenzo venne edificata nel periodo del massimo fervore dell’esperienza benedettina. Fu eretta sui resti di un tempio pagano che prosperò grazie alle offerte dei viandanti che dovevano attraversare il Furlo. Nel 1011 il monastero di Petra Pertusa fu retto da San Romualdo. Nel 1040 divenne abate di Petra Pertusa San Pier Damiani che aveva solo 33 anni, ma già godeva di ottimo prestigio. In quel periodo il Monastero era spesso oggetto di saccheggi da parte di orde di delinquenti, ma l’arrivo di Pier Damiani coincise con un momento di maggiore calma. I monaci ricominciarono a indossare l’abito bianco e l’Abbazia tornò ad essere un luogo di pace e serenità. L’Antiquarium comunale Pitinum Mergens, inaugurato nel 2002, è ospitato all’interno della vecchia sede del Municipio della città, in un edificio moderna è l’erede, che si trovava presso Pian di Valeria, in località Pole, a circa 4 km dall’abitato attuale, in un’area già intensamente frequentata in età preistorica e protostorica.
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