“Arsa e distrutta dall’empio Alarico, la bella e famosa città di Suasa, l’anno della nostra salute 409, come fu scritto, quelli che dagli incendi avanzarono per salvarsi, fuggirono verso il vento Cecias dentro i vicini colli, … l’anno del parto della Vergine 411 diedero principio a fabbricare una città formata con regole e disegno di architettura … la chiamarono Corinaldo, quasi ‘curre in altum’”.

Così scriveva a proposito delle origini di Corinaldo nei prima anni del secolo XVII Vincenzo Maria Cimarelli, frate domenicano. Arroccata tra i fiumi Cesano e Misa, tra Marca di Ancona e Stato di Urbino, situata fra le colline dell’enroterra, diverrà ambito avamposto conteso, per la sua posizione strategica, dalle fazioni guelfe e ghibelline in lotta per il potere durante la crisi del sistema feudale e l’avvento delle signorie. Con tutta probabilità la città di Corinaldo è sorta agli inizi del secondo millennio, in seguito al diffuso fenomeno dell’incastellamento; infatti conserva delle poderose mura medio-rinascimentali che, con un perimetro di 912 metri ed un’altezza massima di 18, racchiudono tutto il centro storico ed offrono un raro esempio di città fortificata. Ricca di ricordi storici e di monumenti ed anche città medievale, ha viali di tigli, una cucina tradizionale e un colore antico del tempo. Castello di origine medievale, Corinaldo si costituisce in libero comune alla fine del XII secolo. Nel duecento vive l’età delle lotte tra comuni, parteggiando sia per la fazione guelfa che per quella ghibellina; nel 1219 combatte contro Cagli, nel 1248 si sottomette alla potente città di Jesi e nel 1291 infine le viene riconosciuta dal pontefice Nicolò IV l’autonomia Comunale con la concessione di ampi privilegi. Nel secolo successivo, dopo aver assistito alla fine delle libertà comunali e alla nascita del potere signorile, viene distrutta nel 1360 dalle milizie guelfe di Galeotto Malatesta. Sette anni dopo Urbano V ne autorizza la ricostruzione e infeuda il Castello a Nicolò Spinelli. Corinaldo passa quindi nelle mani di diversi signori fin quando nel 1448, dopo aver cacciato il Cattabriga e dopo aver sottoscritto alcuni capitoli, torna sotto il governo della Chiesa che conferma l’autonomia politica del comune, d’ora in poi retto da una oligarchia di tipo aristocratico. Corinaldo può vantare notorietà mondiale in virtù della venerazione alla martire Maria Goretti; infatti questo paesino marchigiano è anche la città natale della Santa, vissuta fra il 1890 e il 1902, e all’interno di esso si trova la Chiesa dell’Addolorata, con campanile settecentesco e interno barocco a pianta centrale del XVII secolo, che racchiude la cripta dedicata a questa e canonizzata nel 1950. Inoltre ormai da dodici anni la più grande festa di Halloween in Italia si svolge proprio in questo borgo medievale, con suggestive scenografie a tema, animazioni, spettacoli e fuochi d’artificio. La festa si svolgerà dal 29 al 31 ottobre. La manifestazione è estesa per tutto il centro storico e, per la confluenza dei visitatori e per l’originalità, è sicuramente la più interessante fra le feste dedicate ad Halloween in Italia. Passeggiando per i vicoli della medio-rinascimentale città, nelle serate di fine ottobre, fra un vago odore di zucche e di candele, si incontrano ambienti suggestivi, affascinanti scenografie, presenze inquietanti, taverne a tema, dove cibo e bevande sono distribuiti da orchi e streghe, personaggi misteriosi che ballano, fuochi che appaiono e scompaiono: un sano divertimento con una buona dose di brivido.
