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Genga: un luogo da scoprire
Il presepe vivente
Genga, il Presepe ViventeQuando, nel buio più assoluto, il sasso iniziò a cadere, gli speleologi trattennero il respiro. L’eco arrivò dopo un tempo che parve lunghissimo: era il 27 settembre 1971 ed erano state scoperte le Grotte di Frasassi, uno dei più spettacolari complessi carsici del mondo. Oggi le grotte sono aperte al pubblico che può visitarle, accompagnato da guide professionali, su di un agevole percorso turistico della durata di circa 75 minuti. Ma la bellezza di questo territorio non si ferma alle Grotte di Frasassi ma continua attraverso il bellissimo Parco Naturale della Gola della Rossa con i suoi stupendi scorci naturalistici e gli antichi borghi, che immergono il visitatore in un mondo senza tempo e lo invitano a fermarsi più giorni. La mano dell’uomo ha inoltre creato architetture dal valore inestimabile: dall’Abbazia di San Vittore delle Chiuse, considerata il più bel esempio di romanico nella regione, all’antico ponte romano e al Museo Speleopaleontologico situati a San Vittore a 500 m dall’ingresso delle grotte; dal Tempio del Valadier al Santuario di S. Maria Infrasaxa sorti l’uno accanto all’alto all’interno di una grotta naturale lungo la strada che conduce nel cuore del centro storico di Genga e al suo splendido borgo Il presepe vivente di Genga è per estensione il più grande al mondo, copre infatti una superficie di circa 30.000 metri quadri all’interno della Gola di Frasassi. Il presepe nasce nel 1981 da un’idea di alcuni gengarini e da allora gli “Amici del presepe” organizzano due rappresentazioni l’anno. Genga, le GrotteGenga, la ChiesaIl grande lavoro di allestimento è svolto con passione ed intelligenza dagli abitanti di Genga che mettono a disposizione tempo, capacità e competenza per far rivivere l’evento che ha cambiato la storia del mondo. Il presepe utilizza circa 300 figuranti che sono impegnati a far rivivere le tradizioni che hanno sostenuto ed animato la vita quotidiana di questo territorio. Lungo il sentiero che porta alla Natività pastori, pescatori, contadini intenti al loro lavoro scandiscono la salita verso la contemplazione dell’evento che si celebra. Una volta giunti alla grotta naturale del Santuario d Frasassi troviamo esperti artigiani: falegnami, fabbri, cestai, fornai, calzolai, scultori, vasai, ricamatrici e tessitrici tutti con gli antichi strumenti della loro arte. Nel 1828 papa Leone XII (Annibale della Genga; 1760-1829) su disegno dell’architetto italiano Giuseppe Valadier, fece costruire una chiesa più grande a pianta ottagonale, con cupola ricoperta in piombo. Il nuovo tempio fu eseguito interamente in blocchi bianchi di travertino estratti da una cava sovrastante la grotta. Sull’altare, costruito con alabastro del luogo, è venerata una statua della Vergine con Bambino in marmo bianco di Carrara, di Antonio Canova, o almeno uscita certamente dalla sua bottega (per ragioni di sicurezza, l’originale è conservato nel museo parrocchiale di Genga).
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