San Costanzo è un comune della Valle del
Cesano situato sulle colline che separano la Valle
del Metauro dalla Valle del Cesano.
Il nome
del comune pare risalga al Monte della
Ceregia, dove il castello fu ricostruito
dopo la distruzione del primo, detto castello
di Quercifissa e dipendente dall’abbazia
di San Paterniano di Fano. Il
comune di S.Costanzo diventò poi di
grande importanza strategica, tanto
che nel 1429 i fanesi ne sistemarono le
mura per utilizzarlo nella temuta invasione
dei Visconti. L’architettura urbana
richiama al cinquecento, con edifici
signorili e case più umili. Nelle Chiese
sono conservate le ricchezze pittoriche:
nella Chiesa Collegiata, si ammira
un antichissimo Crocefisso ed una
Madonna su tavola del 1558, ritrovati
nella grotta di S. Paterniano, un dipinto
di Ercole Ramazzini, raffigurante
il presepe, una Madonna e Santi (sec.
XVI) di Domenico Fanese, i 15 Misteri
del Rosario e una Via Crucis, dipinti su
piccole tele. Nella Chiesa di San Agostino, sono conservate varie tele del pittore
fanese Giuseppe Ceccarini, mentre nella Quadreria del Municipio, antica
residenza dei Conti Cassi, si conserva una mirabile tela di Claudio Ridolfi detto
il Veronese, raffigurante il Battesimo di Costantino. Il settecentesco Teatro “La
Concordia”, edificato sulla base dei rivellino del Castello, è stato recentemente
restaurato ed aperto al pubblico, è sede del gruppo “San Costanzo Show” laboratorio
di teatro comico; il teatro al tempo era sede di rappresentazioni teatrali
composte da Vincenzo Monti. Il Comune di San Costanzo si compone di
due frazioni: Cerasa il cui nome, pare, risalga al nome del suo monte Ceregia, sul quale venne costruito
il Castello sulle ceneri del Castello di Querciafissa.
L’altra frazione Stacciola, di antica costruzione, nel
1412 fu data in feudo da Pandolfo Malatesta a Niccolò Maurizi da Tolentino. Anche
Stacciola è borgo fortificato. La famosa battaglia di Sena poi detta del Metauro tra
Romani e Cartaginesi avvenne piu’ di 2000 anni fa in questi luoghi; la presenza
certa dei Romani e’ attestata dal ritrovamento di monete e da alcune iscrizioni di
lapidi dell’epoca. Da centocinquant’anni nella prima domenica di Quaresima e nell’ultimo
sabato e domenica di luglio, si svolge, la tradizionale e storica Sagra Polentara;
la storia di questa festa, come la tradizione orale ci ha tramandato, ha origini
antichissime, sicuramente quasi due secoli di feste della polenta sono trascorsi sino
ad oggi. Alcuni autori che si sono cimentati di scrivere sulla storia della più antica
sagra delle Marche, sono concordi nel definire che la Sagra è nata per volontà dei
“carrettieri di San Costanzo”, che forse agli inizi del ‘900 ripresero mano ad una più
antica tradizione forse allestita dai nobili pesaresi che trascorrevano il periodo carnascialesco a San
Costanzo. Quei nobili parrebbe diedero vita ad una fantasiosa festa di piazza offrendo gratuitamente
questo piatto povero che era il cibo della gente di campagna. Da allora la Sagra Polentara è diventato
un evento che tradizionalmente si svolgeva nella prima domenica di Quaresima, poi, con l’avvento del
turismo del mare, è stata allestita anche in estate.