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Charles Dickens - Canto di Natale
Un Canto di Natale

Charles Dickens - Canto di Natale“Pensate alle gioie presenti - ognuno ne ha molte - non alle disgrazie passate - tutti ne hanno qualcuna. Riempite di nuovo il bicchiere con volto radioso e cuore pago. Mi ci gioco la testa che i vostro sarà un Natale allegro e un anno nuovo felice” (Charles Dickens). Il libro “Un canto di Natale”, di Charles Dickens, ci accompagna da sempre: una fiaba da raccontare ai bambini ed un classico intramontabile per ogni generazione, una storia di fantasmi grotteschi che si sfumano nel sogno e nell’incubo privato, un grande ritratto di solitudine e di vecchiaia e soprattutto un magico regalo di Natale che trasforma il gelo e il buio dell’egoismo e dell’avarizia nel calore di un sorriso e di una festa per tutti. Ma questo racconto è anche un trattato sul Natale in cui l’autore con una forte satira sociale esprime la propria indignazione per la condizione dei poveri nell’Inghilterra di metà ottocento. Il protagonista della storia, che si svolge in una Vigilia di Natale, è l’anziano Ebenezer Scrooge, un signore molto avaro, che reincarna, nel pensiero di Dickens, il prototipo del ricco inglese sprezzante delle classi inferiori. Il suo animo è chiuso ad ogni sentimento ed è incurante del bisogno; la sua misantropia è accertata dalla condivisione della teoria di Malthus, che spopolava nei ceti più agiati in quell’epoca, secondo cui la popolazione che non disponeva dei mezzi di sussistenza non aveva diritto a vivere. A una tale personalità si oppone radicalmente lo spirito natalizio, che nella trama del libro è ben palpabile. Quando la vita di Ebenezer sembra ormai irrecuperabilmente perduta, gli si presenta un’ultima possibilità di redenzione con la comparsa dei fantasmi dei Natali passati, presenti e futuri. Il primo spirito lo conduce indietro nel tempo quando lui era più giovane e quì l’identità di Scrooge viene sdoppiata: da una parte osservatore invisibile ed etereo, dall’altra protagonista delle vicende che furono. Da questi flashback è costretto così alla riflessione sul male compiuto, ma soprattutto sulla scelta giovanile di abbracciare il denaro a scapito dell’amore. Con lo spirito del presente Scrooge torna ad essere un’entità sola, osservatore della sua presenza nella vita degli altri: si rende così conto di quanto le sua aridità di cuore e il suo egoismo influenzino negativamente intere famiglie. Con l’ultimo spirito Ebenezer visita nel futuro i luoghi del suo quotidiano, cercando invano se stesso fra le facce conosciute, finché con orrore scopre che in quella visione lui è già morto. Del suo passaggio su questo mondo non è rimasta altro che una lapide piena di erbacce a cui nessuno rende visita per ricordarlo. Col ritorno al presente nel giorno della Vigilia di Natale, Scrooge si redime ed evita così la tragica prospettiva che gli è stata paventata, trasformando egoismo e avarizia in bontà e generosità e fondendosi a pieno con lo spirito natalizio. Questo libro rimane forse l’opera più nota, più letta, riletta e rimaneggiata dal cinema e dalla televisione. Il grande pregio dell’autore è anche quello di aver qui inserito, in una storia che sembra quasi una favola per bambini, fortissimi elementi di critica sociale e continui spunti di riflessione sulla nostra esistenza.

A Christmas Carol - Charles Dickens

Il classico di Charles Dickens, pubblicato nel 1843, riesce ad affascinare e rievoca magicamente lo spirito natalizio.

 

 

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