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La Coguara Urbana - Laura Lorenza Sciolla
La Coguara Urbana - Laura Lorenza Sciolla

Chissà se il cloro, oltre ai microbi, elimina anche le inibizioni... mistero. Fatto sta che Silvana, single cinquantenne, finita al corso di subacquea per accompagnare la nipote adolescente, si ritrova a fantasticare su Giuseppe, un ragazzo fulvo e villoso che ha la metà dei suoi anni. Da professoressa di lettere qual è, si sente già come la protagonista di una storia d’amore e passione, a metà fra la tragedia epica e il film splatter. L’amica Vanna, molto più pragmatica, sospetta invece che più che di amore si tratti di un sano risveglio dei sensi, una specie di vendetta degli ormoni – troppo a lungo trascurati –, che saluta con allegro entusiasmo: «Va’ e pappati sto bisteccone». Più facile a dirsi che a farsi. Silvana, infatti, non è una superdonna in stile hollywoodiano, una di quelle rifatte e sicure di sé, botulino e tacco dodici, che si aggirano come feline nella giungla dei grattacieli e si fanno chiamare urban cougar (“puma di città”) perché con una zampata son capaci di conquistare il ventenne di turno. Più che una cougar, Silvana è una coguara. Avvolta in “Zorro”, un maglione sformato che probabilmente è più vecchio di lei, ha altre frecce al suo arco: è ironica, estrosa, spesso decisamente goffa, e la sua capacità di sognare – a occhi aperti o chiusi, è lo stesso – la conduce all’avventura proprio nel momento in cui tutti, o quasi, sembrano richiamarla alle rinunce che l’età imporrebbe. Ora, dopo anni di istinti repressi, si sente più libera che mai: ha voglia di immergersi in mari burrascosi e di rischiare – anche di innamorarsi! Ma l’amore segue correnti imprevedibili: Silvana si avventura nella selva di internet e delle chat, dove s’incontrano animali d’ogni specie... Con una scrittura brillante e saporita, che sa farsi a tratti densa e visionaria, Laura Sciolla dà vita a un mondo dove miti classici e divinità arcaiche si mescolano alla commedia dei nostri giorni, apparendoci più vicini che mai; dove Didone, con dito ammonitore e pepli svolazzanti, rivela i retroscena della storia con Enea e i grandi poeti escono dai polverosi libri di scuola per regalare senso e parole agli accadimenti quotidiani. Ne emerge una galleria di personaggi profondamente autentici, scandagliati con amorevole ironia nelle loro umanissime debolezze, e una protagonista irresistibile, capace di sfidare ogni convenzione per godere finalmente della sublime libertà di essere se stessa, e di essere amata per questo. Silvana è una Bridget Jones cinquantenne, nella quale, dopo anni di vita grigia, emergono desideri profondi, fino a quel momento sconosciuti. Fra questi, il più sconvolgente è l’attrazione per un venticinquenne, che la obbliga a rimettersi in gioco e la pone, inaspettatamente, tra le fila delle cougars, le coguare (così negli Stati Uniti sono definite le donne mature che, come già da tempo fanno molte star dello spettacolo, hanno relazioni con uomini più giovani). Un po’ goffa ma risoluta, coraggiosa e armata di tanta ironia, intraprende un cammino alla ricerca di se stessa e della sua libertà, percorrendo le vie della terra, del mare (è aspirante subacquea) e dell’etere (si scatena sulle chat). Intorno a lei, una galleria di personaggi (la nipote adolescente, la madre anziana, i possibili fidanzati…) che delineano uno spaccato della società, fra problemi e situazioni di oggi e di sempre (dalla disoccupazione ai conflitti fra generazioni, dagli amori reali a quelli virtuali, dalla paura di invecchiare al desiderio di vivere comunque). Finché, in un susseguirsi di vicende spassose, Silvana scopre la vera se stessa e… l’amore. Ed è l’inizio di una nuova vita.

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