Una serie di racconti indimenticabili
“Don camillo e l’Onorevole Peppone”
una serie di racconti indimenticabili
pubblicati da Giovannino Guareschi
nel secondo dopoguerra, in
cui si raccontano le vicende di Don
Camillo, uno scaltro parroco di un
piccolo paese in riva al Po, che parla
direttamente col Cristo raffigurato
nel crocefisso dell’altare, il quale lo
consiglia o lo sgrida a seconda del
suo comportamento, e del suo antagonista
il sindaco comunista Giuseppe
Bottazzi detto Peppone, capo della
locale sezione del PCI.
Le vicende di questi racconti vedono i due antagonisti scontrarsi per qualsiasi
situazione, ma tra di loro c’è un rapporto di stima, di amicizia e di fiducia, che li
porterà nei momenti più importanti a sostenersi ed aiutarsi l’un con l’altro.
Le storie di Don Camillo e Peppone sono state tradotte in più di cinquanta lingue,
lette nei più diversi paesi, con film a loro dedicati, di cui i più popolari sono
quelli con le indimenticabile interpretazioni di Gino Cervi nei panni di Peppone e
di Fernandel in quelli di Don Camillo, e accompagnati, in Italia, da vendite vertiginose
e costanti nel tempo.
Fino a pochi anni fa la critica liquidava quasi con fastidio Giovannino Guareschi
e i suoi libri; oggi, la figura di Guareschi è stata pienamente rivalutata ed è
entrata di diritto nella storia della letteratura del ‘900 italiano.
“Questa favola vera” scrive Giovannino nel 1968 “vuol essere un po’ la storia
degli ultimi vent’anni di vita politica italiana. La storia del Paese riflessa nella
cronaca del paesello. Gli avvenimenti più clamorosi del mondo grande che trovano
puntuale rispondenza nelle vicende paesane del mondo piccolo di don Camillo.
È la versione, in tono minore e sorridente, di fatti importanti che, ridotti qui all’essenza
e rivissuti da uomini che ancora odono la voce della coscienza, si spogliano
della loro drammaticità e rinverdiscono la speranza in un mondo migliore.”
Oggi i suoi personaggi sono vivi e attuali più che mai perché Giovannino nei
suoi racconti descrive fatti veri (o verosimili), persone vere che provano veri sentimenti.
Don Camillo ha ancora tanti lettori perché la gente si fida ancora di Don Camillo,
forse perché, come scrive Giovannino, “i vecchi parroci, anche quelli col
cuore tenero, hanno le ossa dure e per questo la Chiesa di Cristo che grava principalmente
sulle loro spalle resiste a tutte le bufere”.