
Il protagonista e narratore del romanzo è Mattia Pascal. Suo padre seppe arricchirsi e con la grande fortuna accumulata riuscì a comprare case e terreni nel paesino ligure di Miragno. Dopo la sua morte, rimasti soli la moglie ed i suoi due figli, Mattia e Roberto, l’amministrazione della ricchezza di famiglia fu affidata dall’ingenua donna al Malagna, amico del defunto, il quale col passare degli anni riuscirà ad impadronirsi di tutti gli averi dei Pascal. Dall’odiato Malagna intanto si trasferiscono la vedova Pescatore e la figlia Romilda, che piace a Pomino, amico di Mattia; il giovane Pascal inizia così a frequentare la ragazza per conto dell’amico e tra i due nasce un amore. Mattia è costretto a sposarsi, nonostante il parere contrario della vedova Pescatore ed una rovina finanziaria ormai troppo evidente. Da questo momento la vita di Mattia diventa un inferno. Si trasferisce in casa della moglie ormai senza ricchezze; questa non sembra più amarlo, perde la sua bellezza e i due figli che mette alla luce muoiono uno dopo l’altro. In più la suocera lo odia e con il suo comportamento violento rovina la tranquillità della casa. Anche la mamma di Mattia è vittima di questa donna e di lì a poco muore. Per vivere Pascal è costretto a cercarsi un lavoro, ottenendo il posto di bibliotecario. Il lavoro troppo noioso, l’inferno in casa e la morte dei due figli e della adorata madre, mandano in crisi Mattia. All’insaputa di tutti parte da solo per Montecarlo, attirato dal gioco d’azzardo e in una decina di giorni riesce a moltiplicare la misera cifra iniziale fino a 82.000 lire. E mentre pensa a come utilizzare i soldi vinti, legge su un giornale una notizia sconvolgente; la notizia della propria morte. Secondo quel giornale Mattia Pascal si è suicidato vicino al molino alla Stia, una sua vecchia proprietà, a causa di dissesti finanziari e lutti familiari; moglie e suocera lo hanno riconosciuto nel cadavere ritrovato nel fiume. Mattia, dopo la lettura di quella incredibile notizia, vede apparire davanti a sé una nuova vita, fatta di libertà e la rottura di ogni legame con il passato. Dopo vari accertamenti, decide di diventare un altro; toglie la fede e la folta barba, si fa crescere i capelli, inizia ad usare occhiali colorati per nascondere l’occhio sbircio, cambia nome in Adriano Meis e inventa anche un incredibile passato. Da adessso in poi la vita di Mattia-Adriano è un continuo viaggiare per l’Italia e per la Germania, su un piroscafo, visitando le città più belle, il tutto nella più completa solitudine e libertà. Ma a Milano inizia a riflettere sulla propria condizione di vita e a scoprire tutti gli svantaggi non calcolati. Adriano decide quindi di trasferirsi a Roma dove potersi sistemare; entra così in casa Paleari, dove conosce Anselmo, padrone di casa, la figlia Adriana e la signorina Caporale. Qui riscopre gli affetti, la soddisfazione di piacere, trova una nuova serenità e torna alla ricerca di legami forti. Si innamora persino di Adriana. L’equilibrio in casa viene interrotto dal ritorno di Terenzio Papiani, marito della defunta sorella di Adriana; questo vuole sposarsi con la giovane ragazza per non dover restituire la dote ad Anselmo. Adriano decide di ostacolare Terenzio; migliora il suo aspetto estetico ed elimina l’ultima traccia di Mattia Pascal, il difetto dell’occhio, sottoponendosi ad un’operazione. Durante la sua convalescenza Terenzio organizza una seduta spiritica per rubare ad Adriano dei soldi; anche se il ladro è con le spalle al muro, Adriano non può denunciare il furto. Si accorge anche che, vista la sua condizione, non può nemmeno amare la ragazza; in fondo lui è sempre un uomo sposato e non può né risposarsi nè utilizzare il nome di Adriano Meis. Inoltre in lui nasce del rimorso per il povero disgraziato suicidatosi alla Stia e scambiato per lui. Rinuncia così a denunciare Terenzio e si impone di far soffrire la ragazza con la gelosia per poterla allontanare da sé. L’occasione per ingelosire Adriana è data da una visita in casa di una famiglia spagnola; qui Adriano rincontra la bellissima Pepita ed il suo ragazzo ed approfittando di un litigio tra i due, inizia a fare la corte alla ragazza. La lite tra i due uomini si risolve con un duello mortale ed ancora una volta Adriano scopre un suo limite; non potrà mai avere testimoni e quindi non si potrà presentare al duello. Visto tutto ciò decide di far morire, dopo solo due anni, Adriano Meis per poter finalmente tornare Mattia Pascal. Lascia sul posto un bigliettino assieme ad alcuni indumenti e rinasce una seconda volta. A Pisa ogni aspetto estetico di Adriano scompare; ritornano i capelli corti e la barba lunga, ma stavolta con l’occhio di Adriano, segno della sua seconda vita. Va a trovare il fratello Roberto, che rimane stupito dalla vista del fratello creduto morto; da lui viene a sapere che Romilda si è risposata col vecchio e ricco amico Pomino e che se tornerà a Miragno tale matrimonio sarà annullato. Mattia torna al suo paese, ma nessuno sembra riconoscerlo. Quando entra in casa di Pomino succede un gran caos: Romilda sviene, il suo nuovo marito si preoccupa per il matrimonio da annullare e la vecchia suocera reagisce urlando. Ma davanti ad una famiglia felice, ad un figlio di Romilda finalmente sano, Mattia decide di non intromettersi; rinuncia a far valere i suoi diritti sul matrimonio e inizia a vivere in paese in disparte. E così mentre continua a lavorare come bibliotecario potrà scrivere la sua incredibile storia ed andare ogni tanto a visitare la sua tomba, con la strana sensazione di sentirsi morto e sepolto laggiù, alla Stia, per un suicidio vicino al molino…