
Un classico senza tempo, la grandiosa rivisitazione< di una Parigi tardo medioevale, in cui si mescolano lo spettrale profilo della basilica di Notre-Dame, abitata dal gobbo Quasimodo, e la notturna Corte dei Miracoli, dove risplende la bellezza di Esmeralda. Notre-Dame de Paris non ha mai smesso di sedurre l’immaginazione di registi, memorabile infatti il film del 1939 di William Dieterle, con Charles Laughton nelle vesti di Quasimodo, musicisti, più recente è il musical di grande successo di Riccardo Cocciante, e naturalmente quella dei lettori. “Sono già oggi trascorsi trecentoquarantotto anni sei mesi e diciannove giorni da che i parigini si svegliarono al frastuono di tutte le campane che suonavano a distesa nella tripla cerchia della Citè, dell’Universitè e dell’intera città. Il 6 gennaio 1482 non è però un giorno che la storia ricordi…”. E’ così che l’autore Victor Hugo, introducendoci nella Parigi del 1482, una Parigi buia, dai mille anfratti, dalle ombre che ti seguono per i vicoli, comincia ad introdurre i personaggi principali e a tessere la trama del romanzo. Notre-Dame de Paris narra la storia di Quasimodo, il campanaro gobbo della cattedrale di Notre Dame e del suo amore impossibile e tragico per Esmeralda, una bella danzatrice gitana. Questa ne va in giro con la sua capra, con indosso i suoi vestiti variopinti, i suoi tamburelli, i suoi capelli neri: l’unico colore del romanzo è rappresentato da lei e tutti i personaggi divengono succubi del suo fascino, venendo trascinati in un vortice il cui centro è lei e lei sarà anche il motore delle loro azioni. Quasimodo costretto dalla sua bruttezza a guardare il mondo dall’alto di una torre, un giorno si innamora di Esmeralda che vede ballare e cantare sulla piazza davanti alla cattedrale. Ma la bella zingara è innamorata di Febo, il capitano delle guardie del Re, che è fidanzato con Fiordaliso, una giovane e ricca borghese. La bellezza esotica e sensuale della gitana non lascia però indifferente il capitano che da subito se ne invaghisce.
Anche Frollo, l’arcidiacono della cattedrale, è segretamente attratto da Esmeralda ed incarica perciò il campanaro di rapirla. Febo traendola in salvo, conquisterà il suo amore. Spiando le mosse dei due amanti, Frollo in un raptus di gelosia e di desiderio, pugnala Febo alle spalle; Esmeralda viene arrestata con l’accusa di aver tentato di uccidere il capitano delle guardie e gettata in prigione. Frollo approfittando della situazione offre la libertà alla donna in cambio del suo corpo, ma Esmeralda inorridita rifiuta l’offerta minacciandogli vendetta. Quasimodo libera Esmeralda e la nasconde nella sua torre. Clopin amico di Esmeralda e suo protettore, fraintendendo le intenzioni di Quasimodo attacca la cattedrale, mettendosi a capo di una rivolta, per liberare la bella gitana. Nel tentativo di sedare la rivolta Febo e i suoi uomini mettono a ferro e fuoco la cattedrale e uccidono Clopin. Il povero Quasimodo, credendo che Febo voglia liberare Esmeralda, consegna la donna a Frollo che a sua volta la consegna alle guardie. Per Esmeralda è la fine; in realtà Febo vuole la morte della gitana perché solo così potrà sposarsi con la sua ricca fidanzata. Quasimodo dopo aver assistito all’impiccagione della sua amata, resosi conto del tradimento dell’arcidiacono folle di rabbia getta Frollo dalla torre. Distrutto dal dolore il gobbo conduce il corpo dell’amata alla fossa comune dove si lascerà morire al suo fianco.
Il romanzo è un grandioso affresco a tinte forti, in cui il centro reale e pulsante della storia è la cattedrale di Notre Dame.