
Una breve prefazione:
In sostanza, è un'opera di fissazione nella memoria, memoria sia personale sia collettiva, distinzione, peraltro, superflua, data la convinzione che navighiamo tutti nell'oceano di una mente unica; non è sostenibile il concetto d'appartenenza esclusiva di una forma mentis, la proprietà di un'idea non è ascrivibile al singolo individuo è anzi un atto egoistico d'indebita riduzione di materiale di prerogativa divina e quindi destinato alla condivisione. >Di qui il dovere, delle menti maggiormente ricettive, di divulgare il messaggio ottenuto in dono. Certo, una razionalità convenzionale coglie istantaneamente il conflitto tra tale idea ed una concezione pragmaticamente e giustamente rivolta alle norme che regolano la vita materiale, vedi le problematiche connesse ai diritti d'autore ed editoriali Ciò che tento di fissare sono brandelli di pensieri, ragionamenti, anzi, è più esemplificativo parlare d'immagini, poiché scaturite da percezioni immediate, azzardando un termine forte, forse un pochino presuntuoso, di illuminazioni, e non di speculazioni intellettuali, le quali, non appartengono alla mia sfera d'azione, sia per l'inconsistenza del background filosofico, sia per una sorta di scarsa convinzione circa l'efficacia di questi strumenti nell'intraprendere un'operazione conoscitiva di ciò che trascende l'umana materialità. Sono per lo più ricordi, frammenti di un'esperienza organica e complessa, di un percorso lungo la via che porta a comprendere i misteri dell'infinito, dell'eternità e a comprendere il divino. Esperienza costituita da sensazioni, percezioni, da quegli strumenti dell'uomo che bypassano il filtro del raziocinio, ne consegue un'effettiva difficoltà nel momento della traduzione in parole. I temi principalmente trattati sono l'amore, la bellezza, la qualità, interpretati come diversi aspetti del divino; si tenta, inoltre, di sintetizzare concezioni come l'eternità e l'infinito. Passo ad analizzare temi apparentemente concreti quali il rapporto tra i sessi; cerco di definire il ruolo della mente dell'uomo e la posizione che riveste all'interno del creato, le relazioni sottili ed impalpabili tra gli individui, tutto in un'ottica duplice che contempla sia una visione material-soggettivistica, sia una visione dall'alto che, con uno sguardo solo, è capace di fornire una rappresentazione semplice di ciò che sembra complesso e variegato. Per quanto riguarda le citazioni, ce ne sono, di implicite e di esplicite, ad Aldous Huxley, in particolare a “La filosofia perenne”, la cui lettura, in momenti di estrema spossatezza spirituale, mi ha confortato fornendomi conferme e supportando le mie idee.Inoltre, ho trovato un mare di saggezza e di amore, nonché ulteriori conferme delle mie opinioni, altrimenti interpretabili come visionarie, in alcuni scritti vedici, in ogni caso, derivati dalla bhagavad-gita .Oggi, guardo con nostalgica benevolenza a quel periodo della vita, a quel viaggio che, mi ha portato ad un punto che, non é esagerato, considerare prossimo alla santità; ne sono ritornato con un'immensa volontà di comunicare, non me ne vogliate per la scarsità di mezzi linguistici e, comunque si evolverà il mio intento, ne trarrò soddisfazione.