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Una frazione in paradiso
La favola Chievo
La favola ChievoNel 1929 un gruppo di appassionati di Chievo, piccola frazione di Verona, fonda una propria squadra di calcio sotto la denominazione di Ond Chievo: i colori sociali sono il bianco e il celeste, il campo è letteralmente un campo di patate. Dopo tanti tornei amatoriali, nel 1931 si riescono a reperire le 25 lire per l’iscrizione della squadra ad un campionato federale. L’ 8 novembre di quell’anno è una data storica, la prima partita ufficiale del Chievo ed è subito vittoria: 1-0 sul Domegliara. Ma le difficoltà economiche non cessano e cinque anni dopo, nel 1936, la società - nonostante gli ottimi risultati sul campo - ne annuncia lo scioglimento. Si dovrà attendere il dopoguerra per la rifondazione, precisamente la stagione ‘48/’49. La squadra viene iscritta al campionato di seconda divisione (l’attuale seconda categoria), tutto il paese aiuta a realizzare il nuovo campo, la divisa sociale diventa a righe rossoblù essendo tali magliette le più economiche da acquistare. Nel 1951 una gloriosa formazione composta da soli giocatori nativi di Chievo vince il campionato e guadagna l’accesso al campionato di prima divisione. L’anno successivo esordisce il centravanti Bruno Vantini, che disputerà ben venti campionati con la maglia del Chievo, realizzando 159 gol. E’ della stagione ‘55/’56, invece, la decisione della dirigenza veneta di adottare i colori gialloblù che oggi conosciamo. Nello stesso anno viene per la prima volta ceduto un giocatore ad una formazione di categoria superiore: si tratta di Raffaello Biondani, valutato 800.000 lire. Qualche anno dopo il Chievo cambia ragione sociale, trasformandosi in Cardi Chievo, con l’ingresso dello sponsor che accompagnerà i veronesi per 15 anni. Nel 1970, intanto, la squadra si merita il passaggio di serie, dalla prima categoria alla promozione. In questo campionato si inaugura la prima campagna abbonamenti: una tessera costa 10.000 lire. La scalata continua quattro anni più tardi, con una soffertissima vittoria finale e la conquista della serie D. La squadra naviga saldamente per quasi dieci tornei in questa categoria, l’unica novità è rappresentata dal nuovo cambio di denominazione in Paluani Chievo, dopo che il nuovo sponsor è divenuto socio di maggioranza. Si arriva così al 18 maggio del 1986, giorno in cui allo stadio Rigamonti di Brescia si gioca lo spareggio per la promozione in serie C2 tra Bassano e Chievo. Ai calci di rigore vince il Bassano, ma il giudice sportivo ribalta il verdetto del campo a causa di un illecito sportivo. Il paese è in festa e dedica la vittoria al vice presidente Garonzi, scomparso poco tempo prima in un tragico incidente.
Un paio di stagioni ancora e la cavalcata prosegue con il raggiungimento della serie C1 dopo un campionato strepitoso. Nel 1990 assume la carica di presidente Luigi Campedelli, amministratore unico della Paluani, che muta ancora un volta il nome alla società in A.C. Chievo Verona. Tre anni dopo gli succederà il figlio Luca, il più giovane presidente d’Italia, che affida la squadra ad Alberto Malesani il quale conduce i gialloblù alla storica promozione in serie B. Proprio nella serie cadetta si registra il primo derby della storia: al Bentegodi, ove si è trasferito il club di Campedelli, finisce 1-1 davanti a trentamila spettatori. Alcune stagioni esaltanti in serie B e poi, il sogno che si avvera sotto l’abile guida di Luigi Del Neri, la massima serie. Una favola incredibile che continua. Il resto è storiadei nostri giorni. di Bruno Pettener
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Il Chievo ieriQuella targata 2006/07 è la 6^ stagione consecutiva del ChievoVerona nella massima serie. Guadagnata sul campo la Coppa Uefa, la squadra gialloblù si trova, dopo le penalizzazioni di Calciopoli, a lottare addirittura per un posto in Champions League, un sogno ad occhi aperti per tutti i tifosi del Chievo. La formazione veronese, allenata da mister Pillon, perde però l’opportunità di partecipare alla fase a gironi a seguito dell’eliminazione rimediata ai preliminari contro il Lewski di Sofia. Amaro, poi, anche il doppio confronto in Uefa con lo Sporting Braga, con un’eliminazione arrivata addirittura ai tempi supplementari. Rimane il campionato, e per i gialloblù la partenza è in salita. Cinque sconfitte e un pareggio nelle prime sei partite’costano’ la panchina a mister Pillon, una scelta sofferta da parte della Società, considerati i buoni risultati ottenuti dal tecnico trevigiano l’anno precedente. Al suo posto ritorna Del Neri, il tecnico della storica promozione in serie A. C’è l’ultimapossibilità: Catania-Chievo sul campo neutro di Bologna, una sfida vera, tra due squadre che si giocano la permanenza in serie A. E il campo dice 2-0 per il Catania. Non bastano al Chievo gli oltre 3000 tifosi al seguito, e la squadra gialloblù torna nella serie cadetta, dopo sei stagioni indimenticabili. 2007/08 Archiviata l’amara giornata del 27 maggio 2007 al Dall’Ara col Catania, la stagione 2007/08 parte da Cesena e dalla serie B co Iachini. Tre punti a Vicenza e quinto posto in classifica per assicurarsi un sereno Natale, prima di chiudere in bellezza il girone di andata al secondo posto, a quota 42, dopo i successi contro Grosseto e Bari. Inizia il ritorno e i ritmi sono a dir poco serrati: tutti corrono e nessuno si ferma. Dopo un punto a Pisa e una vittoria ‘rotonda’ con lo Spezia arriva, dopo 20 turni di imbattibilità e con un pizzico di sfortuna, lo stop di Mantova, ancora Mantova. Sollievo dopo il sofferto successo con il Vicenza (22° centro stagionale per il capitano, capocannoniere gialloblù), che lascia intuire che la promozione non è lontana. Ma per avere la certezza matematica bisogna aspettare Grosseto: pareggio, sorrisi, lacrime e grande festa. Finalmente si può gridare, il Chievo è in serie A. Il Chievo è tornato ad occupare la categoria che merita ed è pronto a scrivere un’altra storia, con un grazie a tutti quelli che non hanno mai smesso di crederci.

 

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