La storia dell’uomo e dell’allenatore Giampiero Ventura oggi alla guida del Bari, squadra rivelazione del campionato di serie A
Descrivere in poche righe un uomo
come Giampiero Ventura è una delle
sfide più grandi... sarebbe facile dire
semplicemente che è nato a Genova il
14 gennaio 1948 da una famiglia che,
con enormi sacrifici, lo ha seguito e
consigliato nelle sue scelte tanto nella
vita privata quanto nel mondo del lavoro,
lo sport ed il calcio. Si diploma
ragioniere mentre gioca in quella squadra
che lui stesso ammette essere stata
la sua compagna fedele, la Sampdoria.
Decide quindi di frequentare l’ISEF di
Milano continuando a dare calci al pallone
e lavorando nelle palestre. Ma il
suo destino non era quello di diventare
un calciatore famoso - suo massimo
traguardo la serie C - anche se il rettangolo
verde lui lo ha nel sangue.
Eccolo
quindi allenatore a soli 25 anni a causa
di un grande infortunio. La sua vita da
sportivo lo ha portato per 20 anni a fare
l’insegnante nelle scuole
e sulle panchine di tutta
l’Italia. Assieme all’allenatore
è cresciuto anche
l’uomo aiutato dalla moglie
Rosangela e dalla figlia
Roberta che lo seguono
sempre Dovunque sia
stato ha lasciato qualcosa
di sé. Lo sanno bene a Pistoia,
prima tappa importante
di Ventura allenatore
dopo le esperienze nel
I risultati non vengono per caso
settore giovanile della Sampdoria, dove assieme
all’amico Mario Frustalupi prima ed al presidente
Maltinti poi ha risollevato le sorti di una
società. “Era come fare calcio in famiglia” dice
ricordando ”siamo riusciti a portare allo stadio
diecimila spettatori, tenendo presente che al mio
arrivo erano un centinaio.” E’ da Pistoia in poi
ha capito di avere fatto suoi i concetti
di “ricostruzione “, “programmazione”,
“calcio organizzato”.
Ventura ha consacrato in Puglia le
sue doti di “ricostruttore” Due promozioni
consecutive ma soprattutto
programmazione, spettacolo e
plusvalenze. A Cagliari poi ha dato
il meglio. Ha raccolto un’isola retrocessa
in serie B, demoralizzata
e ha portato e mantenuto squadra
nella massima serie. La delusione
più grande è per lui l’insuccesso ne
l’insuccesso con la “sua” Sampdoria; e non sono
mancate vicende contrastanti come quella di
Udine. Ma quando il lavoro è fondato sulla serietà,
la professionalità e anche uno stile sobrio ed
elegante i risultati arrivano. Ed ecco Ventura ai
giorni nostri guidare un Bari in serie A che compete
alla pari e batte persino le grandi e blasonate
Juventus o Inter sfoggiando calcio spettacolo.