

Le Olimpiadi di Vancouver hanno sorriso anche alla squadra azzurra. Il successo dell’emiliano Giuliano Razzoli arriva 18 anni dopo quello di Tomba in slalom gigante ad Albertville. L’Albertone nazionale si è pure commosso. Il 27 febbraio 2010 Giuliano Razzoli ha conquistato la medaglia d’oro a Vancouver nello slalom: l’ultimo titolo olimpico al maschile per gli azzurri risaliva al 1992, ai Giochi di Albertville, con Tomba, nello slalom gigante: diciotto anni fa. A Calgary, sempre in Canada Tomba aveva vinto l’oro nello slalom il 27 febbraio 1988. Il 25enne emiliano, già in testa al termine della prima manche, ha amministrato il vantaggio nella seconda chiudendo con il crono complessivo di 1’39”32. Alle sue spalle, distanziati di 16 e 44 centesimi, il croato Ivica Kostelic (argento) e lo svedese Andre Myhrer (bronzo). Settima posizione, a 1”13 da Razzoli, per Manfred Moelgg, che nel round decisivo scivola di due gradini. Patrick Thaler uscito nella seconda manche, Cristian Deville nella prima. “Non ho parole, non so come ho fatto”. Queste le prime parole espresse dell’azzurro. “Sono felice per i miei fans - ha spiegato Razzoli ai microfoni di Sky Sport subito dopo l’oro -, devo ringraziarli, so che oggi erano tantissimi davanti la tv, hanno sofferto con me, ma questa sera li ho fatti emozionare e ne sono felice. Ringrazio la mia squadra, la Federazione che in questi due anni mi ha permesso di fare un ottimo lavoro, la mia famiglia, Tomba che mi ha incitato e che mi fa piacere aver fatto piangere”. Il successo di Razzoli ha fatto piangere perfino Alberto Tomba. Il suo primo tifoso, l’illustre conterraneo vincitore del precedente oro olimpico ad Albertville. Subito dopo l’arrivo dell’azzurro l’Albertone nazionale non ha trattenuto la commozione e la tensione dell’attesa della gara e si è sciolto in lacrime di gioia. Ai microfoni di Sky ha rivelato di aver inviato tra la prima e la seconda manche un sms di incitamento a Razzoli: “Giuliano veloce e feroce”. Cos’altro ti ha scritto Alberto: “Guai a tutti, sono cavoli degli altri”, la risposta del neo olimpionico. (estratto intervista da QS sport)