La sfinge di Giza
La Sfinge, la Guardiana di Giza, la monolitica statua con testa umana e corpo leonino, fu scolpita secondo l’archeologia ufficiale, nella viva roccia dell’altopiano roccioso di Giza ,fra il 2520 e il 2494 a.c., anche se la sua vera datazione è ancora da chiarire; infatti a detta di molti studiosi indipendenti le sue origini andrebbero retrodatate addirittura a 12.000 anni fa. A dimostrazione di questa teoria basti osservare l’erosione della statua; infatti tale erosione non sarebbe dipesa dal vento o dalle tempesta di sabbia, ma dall’acqua piovana che avrebbe investito il millenario colosso durante il periodo postglaciale, cioè dal 10500 a.c.
E’alta 21 metri, lunga 73 metri all’incirca e larga 6 metri; solo il volto è alto 5 metri e il moncone del naso circa 2. Precisamente la statua si trova situata a fianco del viale che conduce dal tempio a valle alla Piramide di Keope e rispetto al cielo ha la stessa forma della costellazione del leone. Fra la Sfinge e questa costellazione c’è una affinità particolare; infatti nel 10.500 a.c. il sole sorgeva proprio nella costellazione del leone, così che la Sfinge, costruita con lo sgurdo rivolto verso est, nel giorno dell’equinozio di primavera di quell’anno vedeva sorgere, dietro il sole, la costellazione del leone, cioè se stessa. Anche questo è un elemento in più che fa pensare che questa sia più vecchia della datazione ufficiale. Si pensa che la Sfinge sia parte integrante di un ampio complesso funerario, e quando la necropoli fu abbandonata, questa fu ricoperta dalla sabbia fino alle spalle. Erodoto su di lei scrive che “vi sarebbe un tempio rupestre sotto di essa, collegato con un lungo cunicolo ad un lago e ad un’isola su cui vi sarebbero un sarcofago, situati nelle viscere della Grande Piramide di Keope” Chi rappresenterebbe la Sfinge è anche questo un mistero, anche se l’archeologia ufficiale attribuisce la sua rappresentazione al faraone Kefren, basandosi su una iscrizione trovata su di una stele di granito posta fra le zampe anteriori della statua, che il faraone Thutmosi IV avrebbe fatto apporre per celebrare il disseppellimento della statua, avvenuto attorno al 1390 a.c. Questa stele è chiamata la Stele del Sogno. Ma in questa Stele del Sogno vi è una rappresentazione che da sempre desta molto interesse ed è alla base di numerose teorie che vedrebbero l’esistenza di una seconda statua monolitica. Infatti nella Stele vengono rappresentate due sfingi: due leoni sopra due templi, l’uno di spalle all’altro, uno rivolto a est, l’altro a ovest. Una raffigurazione ornamentale o c’è la possibilità di una sua verità? Da circa dieci anni uno studioso italiano, Diego Baratono, sosterrebbe a tal proposito l’esistenza di una seconda sfinge: infatti egli riterrebbe che secondo le sue scoperte sul sistema paleo-geometrico utilizzato dagli antichi egizi, vi siano nella piana di Giza due Sfingi. Barotono, dopo numerose spedizioni, avrebbe persino individuato l’area esatta in cui condurre gli scavi: si tratterebbe del punto simmetrico alla Sfinge esistente rispetto alla circonferenza individuata fra le piramidi. Precisamente alle spalle della tomba di Kefren, ad almeno 20 metri di profondità. Con questa teoria alternativa, se così possiamo chiamarla, si scontra l’archeologia ufficiale, al quale sostiene che non vi sia assolutamente nulla che possa dimostrare l’esistenza di questa “fantomatica” seconda Sfinge.